Per prevenire il rischio idraulico,
che si è concretizzato con crescente
frequenza negli ultimi anni
a Santa Maria di Sala come in
altri Comuni, l’Amministrazione
comunale ha predisposto e approvato
il Piano delle Acque il 29
giugno 2011.
Per attuare il Piano la Giunta Comunale
ha messo in atto una convenzione
con il Consorzio di Bonifica
Acque Risorgive di Mirano
stipulata ancora il 19 dicembre
2007 per programmare, in stretta
collaborazione, gli interventi periodici
di pulizia e manutenzione
di tale rete e di individuare e reperire
le risorse economiche necessarie
agli interventi.
La cura, quindi, è un intervento
complessivo di riqualificazione
della rete con opere di adeguamento
che riguardano canali di
scolo consortili e scoli secondari
su proprietà private. L’Amministrazione
comunale di Santa Maria
di Sala ha deciso di rispondere in
modo esauriente, commissionando
la riprogettazione del modello
idraulico dell’intero territorio. Il
risultato è un piano articolato di
interventi che verranno realizzati
nel corso dei prossimi anni, per
una vera riqualificazione della
rete nel suo complesso, interessando,
per le diverse competenze,
tutti gli enti responsabili e i privati
cittadini per garantire la cura e
manutenzione dei fossati nei tratti
di proprietà e assicurare sempre
la loro funzionalità.
Grazie a questo strumento ora, il
Comune di Santa Maria di Sala
può gestire le problematiche del
territorio riguardanti le precipitazioni,
i deflussi delle acque e le
criticità nelle varie zone durante
gli eventi di piena.
A seguire più da vicino tutto l’iter
è stato incaricato il consigliere Giorgio Minto al quale chiediamo
spiegazioni circa i prossimi interventi.
“Il Consorzio di bonifica ha redatto
lo studio -afferma Giorgio
Minto – mentre l’amministrazione
Comunale ne ha stabilito le priorità
sulla base alle criticità e alle risorse
economiche a disposizione,
con interventi immediati di pulizia
ed escavazione per circa 10 Km di
fossi di interesse comunale.
Questi interventi, finanziati con
65.000,00 euro dall’Amministrazione
Comunale e un probabile
contributo dalla Provincia, vengono eseguiti dal Consorzio di
Bonifica. E qui serve la collaborazione
dei cittadini proprietari o
confinanti dei fossi per l’autorizzazione,
a titolo gratuito, di passare
lungo i campi con la macchine
operatrici e depositare il terreno
scavato nei campi stessi.
Prima di iniziare i lavori il consorzio
di Bonifica provvederà a prelevare
lungo i fossi dei campioni per le analisi sul terreno.
Nel caso in cui risultassero eventuali
tratti inquinati, detto materiale
verrà trasportato in discarica
autorizzata”.
Quali fossi sono interessati ala
manutenzione?
“Le zone dove sono state indicate le criticità – prosegue Minto – e vengono scavati i fossi sono:
Caltana
Via Santa Lucia lato est e ovest per
una lunghezza di m 1400;
Via Einaudi per una lunghezza di
m 300 + 350 = 650;
Via Pianiga per una lunghezza di
m 750;
Via Cagnan per una lunghezza di
m 700 + 950 = 1650;
Via Marinoni per una lunghezza di m 400;
Affossatura di by-pass del centro
di Caltana per una lunghezza di m
1860.
Sono già state installate in questi
giorni due porte a vento antirigurgito
in prossimità dell’incrocio
tra via Gorgo e via Cavin Caselle
su due condotte comunicanti con
lo scolo Caselle.
È in corso lo studio per spostare la
paratoia a valle del tombotto davanti
all’asilo in modo da allargare
la sezione e favorire il deflusso
delle acque dal tombotto stesso.
Stigliano
A lato della lottizzazione Raffaello,
dietro le abitazioni Girardello,
il fosso che inizia da via Fracasso
e confluisce nel Desman per una
lunghezza di m1250;
Caselle
Via Masi per una lunghezza di m
800;
Via Noalese per una lunghezza di
m 200.
Sant’Angelo
Incrocio via Gaffarello con via
Stradona lato ovest per una lunghezza
di m 300;
Vengono tolte tutte le piante ritenute
ingombranti nell’alveo dei
fossati, sempre da parte del Consorzio
di Bonifica”.
Cosa succede se i proprietari
negassero la collaborazione?
“Nel caso vi fossero impedimenti
da parte dei proprietari – afferma
Giorgio Minto – a breve verrà
disposto un regolamento per
la pulizia dei fossi dove l’amministrazione
potrebbe chiedere ai
proprietari stessi di provvedere
alla manutenzione”.
Questi interventi sarebbero sufficienti
per debellare il problema
delle esondazioni?
“Queste opere sollevano parzialmente
il problema delle piene nel
territorio Salese – conclude Minto
- dopo tanti anni iniziamo con
i primi dieci chilometri, poi sarà
la sensibilità e l’impegno della
nuova amministrazione che verrà
eletta nel prossimo anno a proseguire
gradualmente all’escavazione
e pulizia dei fossi in tutto il
territorio Comunale con finanziamenti
pubblici e privati in modo
da mettere in sicurezza idraulica il
nostro comune.
Ma ancora questo non sarà sufficiente
se non verranno messe
in essere altre importanti opere
idrauliche nel nostro territorio
programmate dal Consorzio di
Bonifica e finanziati dalla Regione
Veneto come l’impianto di fitodepurazione
a Caselle nello scolo
LUSORE con un bacino di laminazione
avente una capienza di
45 000 m³ e per un costo di circa
3 milioni di euro. Mi auguro che i
lavori possano iniziare al più presto”.
G.B.





















