Il ricordo di Fausto Coppi nelle parole del figlio

«Lo ricordo come se fosse ieri. Avevo 5 anni e mentre ero sull’uscio di casa mi salutò con la mano e mi disse: ‘mi raccomando non fare arrabbiare la mamma’. Furono queste le ultime parole che mio padre mi rivolse mentre, disteso in barella, stava per essere trasportato in ospedale a Tortona. Frase che è rimasta scolpita nella mia mente».

A rilevarlo venerdì 12 Aprile a Santa Maria di Sala, Faustino Coppi, figlio del Campionissimo Fausto in occasione della presentazione del suo libro: “Un’altra storia di Fausto Coppi. Lettere di un figlio a suo padre” scritto in  collaborazione con Salvatore Lombardo.

Una serata importante preparata anche per il Centenario della nascita del Campionissimo (1919 a Castellania nell’Alessandrino). Alla manifestazione, sono intervenute due icone dello sport delle due ruote come l’iridata Alessandra Cappellotto e il campione olimpico, Silvio Martinello, nonché il vicedirettore del Giro d’Italia Stefano Allocchio e il giornalista-scrittore trentino e cittadino onorario salese, Claudio Gregori.

Presenti anche  i sindaci di Mirano, Maria Rosa Pavanello e di Massanzago, Stefano Scattolin, che ha evidenziato la grande passione dei veneti per lo sport del pedale. Faustino, incalzato dalle domande di Gregori sulle vicende che hanno coinvolto i suoi genitori, (oltre a Fausto la mamma Ilaria Occhini soprannominata la “Dama Bianca”) ha precisato: “Sono cresciuto sapendo di vivere in una famiglia normale e non mi sono mai accorto dei momenti difficili che stavano vivendo. Sono venuto a conoscenza quando ero più grande e di tutte le vicende anche legali che si risolsero nel 1978”.

“L’arrivo della corsa rosa a Sala – ha precisato Gregori – è la conclusione di una parabola nata molti anni fa da Carraro ma che segue una traiettoria iniziata con il mitico Toni Bevilacqua e proseguita da tanti altri campioni della città. Un mosaico complesso dove tutti hanno contribuito affinché il 30 maggio il Giro giungesse in città. Un’occasione unica che rimarrà nella storia della corsa”.

“Tutto è nato nel 2013 quando Carraro ha iniziato un autentico martellamento dopo che era stato stabilito un traguardo volante in città – ha ricordato dal canto suo Allocchio -. Doveva essere una partenza e, invece, ci sarà un arrivo ed è stata una scelta azzeccata”. Sarà una tappa tra le più lunghe dell’edizione 2019 – ha concluso – e l’ultima adatta ai velocisti prima del gran finale che coinvolgerà il Veneto”. “E’ un evento storico a tutti gli effetti – ha sottolineato Martinello – che attira grande attenzione. Il Veneto è l’anima del ciclismo e il Giro ha contribuito a scrivere la nostra storia. L’arrivo a Santa Maria di Sala potrebbe riservare però qualche grande sorpresa”. 

A concludere la serie di interventi Cappellotto che ha ringraziato l’Amministrazione Comunale per il grande attaccamento nei confronti del ciclismo e del Giro.

Dopo la consegna dei riconoscimenti a Faustino Coppi da parte della pittrice Luciana Zabarella e dello storico Renato Stefani la cantante Carol Magagna ha chiuso la serata con l’interpretazione del brano “Blu” dedicato alla compianta campionessa salese, Chiara Pierobon.

Luciano Martellozzo