Gente Salese

LAMON: UN ORO OLIMPICO CON UN PO’ DI “SALE-SE” NEL RICCO BUFFET DI TOKIO

Bisognava attendere oltre 60 anni per riportare nel comprensorio un oro Olimpico nella specialità della pista, nel quartetto per la precisione, con il Veneto grande protagonista: atleti e mezzi tutto made in Veneto.

Francesco Lamon abita a Zianigo di Mirano con mamma Martina e papà Giuseppe, ed è stato tra gli artefici di un quartetto tutto d’oro. E’ toccato a lui accendere i motori con i primi giri a “manetta”, fin qui ne abbiamo ampiamente sentito parlare e commentare tramite TV e pagine di tutti i maggiori quotidiani, ognuno con la propria interpretazione sportiva. In pochi però conoscono le origini di questo umile e bravo ragazzo.
Francesco è cresciuto ciclisticamente nelle file dell’ UC Mirano, con alcune persone davvero speciali, dei maestri che sono stati come nonni, a credere subito nelle sue potenzialità.
Abbiamo parlato di nonni, ecco che compare la figura del  nonno paterno Attilio, vive a S. Angelo, fu giudice di gara, tra i primi a trasmettere la passione per le due ruote al “nipotino” Francesco. L’altro artefice, Attilio (come il nonno) Benfatto, il Salese che conquistò ben 4 titoli tricolori nel mezzofondo e alcune tappe al giro, è stato proprio l’ex pro a dirottare il “nostro” campioncino verso la pista, facendo capire che quella era la “strada” giusta, una scommessa vinta sicuramente da chi ci ha lasciato 4 anni or sono. Una pagina storica per il ciclismo Italiano.

Tutti abbiamo esultato di fronte alle medaglie d’oro di Tamberi e Jacobs nell’atletica vinte nell’arco di pochi minuiti. Restando prettamente nell’ambito numerico, c’è da dire che in passato il ciclismo azzurro su pista ha fatto anche meglio: due medaglie d’oro e una di bronzo vinte in pochi minuti all’Olimpiade di Roma 1960. Era il 29 agosto 1960 al velodromo dell’Eur e poco prima delle ore 20 sono iniziate le finali della velocità. Nella prima prova di finale per la medaglia di bronzo Valentino Gasparella batte l’australiano Ronald Baensch, nella finale per l’oro Sante Gaiardoni vince sul belga Leo Sterckx.
E’ stata poi la volta dei quartetti dell’inseguimento a squadre, nella finale per il bronzo l’Unione Sovietica prevale sulla Francia mentre subito dopo Arienti, Testa, Vallotto e Vigna regalano all’Italia l’oro con 4’30” 90 contro la Germania. L’Italia esulta: campioni olimpici. Tra i due ori sono trascorsi pochi minuti, e attorno alle 20,30 l’Inno di Mameli suona due volte.

Un po’ di storia che riscoprire che anche la nostra cittadina è sempre stata legata alle due ruote, se il passato e stato Vallotto, ora seppure con residenza nel Miranese la storia vede Francesco Lamon rimanere un punto indelebile nel ciclismo Olimpico.

Chiudo con un commento fuori dal “comune” certamente queste Olimpiadi hanno dato un grande valore al nostro territorio, grazie a Francesco e Fede (Federica Pellegrini di Spinea, 5a.Olimpiade per Lei) il primo sicuramente ha ancora qualche pagina di sport da raccontarci. Il nostro Comune è davvero vicino e festeggia un nostro “cittadino onorario” con un grande nonno.

Luciano Martellozzo per Gente Salese