Gente Salese

Santa Maria di Sala – Mirano, il caso dell’asse viario: silenzio e scaricabarile tra Comuni

Torna al centro del dibattito politico locale la questione dell’asse viario via Bollati – via Rio – via Pianiga. Dopo mesi di proteste da parte dei residenti e interrogazioni in Consiglio comunale, la risposta fornita dall’Amministrazione di Santa Maria di Sala ha suscitato forti perplessità. Secondo i consiglieri di opposizione, si tratta di un testo evasivo, privo di contenuti concreti, e incapace di affrontare con serietà una criticità ormai evidente.

L’interrogazione presentata chiedeva conto delle azioni previste per fronteggiare i disagi derivanti dalla sperimentazione del senso unico in via Bollati, decisa unilateralmente dal Comune di Mirano. Una scelta che, nei fatti, ha riversato un volume di traffico significativo su via Rio e via Pianiga, strade in parte condivise tra i due Comuni, ma con tratti densamente abitati soprattutto nella porzione salese. I disagi sono aumentati in modo esponenziale, specie nelle ore di punta, con ricadute su sicurezza, rumore, congestione e qualità della vita.

Nel corso del Consiglio comunale di Mirano, lo stesso Sindaco Baggio ha ammesso che via Rio e via Pianiga presentano una sezione viaria inadeguata, e ha riconosciuto come via Bollati rappresenti di fatto la naturale prosecuzione della strada provinciale Accoppè Fratte, collegando due arterie fondamentali del territorio: la SP32 (via Cavin di Sala) e la SP33 (via Desman). Un’ammissione che, secondo le opposizioni salesi, avrebbe dovuto spingere entrambe le amministrazioni ad affrontare la questione in modo strutturato.

Nonostante ciò, non emergono progettualità condivise tra i due Comuni o con la Città metropolitana di Venezia. La proposta del senso unico inverso su via Rio e via Pianiga – avanzata in sede politica a Santa Maria di Sala e che ha visto la luce con gli inizi della scuola – non risulta supportata da studi tecnici o dati oggettivi sui flussi di traffico con il risultato, pienamente atteso, che il problema non si è risolto ma continua a spostarsi. Anche i recenti incontri tecnici tra le amministrazioni sembrano non aver prodotto alcun documento concreto né alcuna linea strategica; si continua insomma ad andare a tentativi.

I consiglieri contestano inoltre l’assenza di ogni riferimento alla manifestazione di interesse promossa dalla Città Metropolitana di Venezia (con scadenza 30 ottobre), che consentirebbe di candidare interventi viari strutturati per ottenere finanziamenti su larga scala. Un’occasione “colpevolmente ignorata”, che potrebbe rappresentare uno strumento utile per affrontare le carenze infrastrutturali con una visione più ampia e moderna. “La sicurezza stradale e la vivibilità urbana non possono essere affrontate con improvvisazioni o accettando in silenzio le scelte altrui. Servono visione, competenza e coraggio istituzionale”, concludono i promotori dell’interrogazione, chiedendo al Comune di Santa Maria di Sala un cambio di passo.

Auto che continuano a percorrere contromano via Pianiga