Gente Salese

SANTA MARIA DI SALA SALUTA EMILIO ARTUSI

Sala Pertini insufficiente a contenere le tantissime persone che sabato 27 luglio hanno voluto partecipare al commiato in forma civile al sessantasettenne Emilio Artusi deceduto dopo un malore.

Nell’unirci al cordoglio di tanti amici per la prematura perdita di Emilio e nell’esprimere la nostra affettuosa vicinanza alla moglie Pilar ed ai figli Stefano e Marco lo vogliamo ricordare con la poesia di Pablo Neruda dedicatagli da Beatrice Damin nel ricordo funebre. La “Ode al muratore tranquillo” qual’è stato Emilio non è solo il riconoscimento della dignità di un mestiere ma anche una metafora della vita costruita da ognuno giorno dopo giorno.

Ode al muratore tranquillo

Il muratore
dispose
i mattoni.
Mescolò la calce, lavorò
con la sabbia.

Senza fretta, senza parole
fece i suoi movimenti
erigendo la scala,
livellando
il cemento.

Spalle rotonde, sopracciglia
su due occhi
severi.

Lento andava e veniva
nel suo lavoro
e dalla sua mano
la materia
cresceva.

La calce coprì i muri,
un pilastro
levò in alto
la sua nobiltà,
e il tetto
frenò la furia
del sole esasperato.

Da un punto all’altro
andava
con mani tranquille
il muratore
rimuovendo
materiali.

E alla fine
della
settimana,
i pilastri,
l’arco,
i figli
della calce, della sabbia,
della saggezza e delle mani,
inaugurarono
la semplice saldezza
e la frescura.

Oh che lezione m’ha dato col suo lavoro 
il muratore tranquillo!